Sicurezza aziendale: nuove minacce mettono sempre più a rischio i dati, I consigli per difendersi.

Con l’aumento del lavoro telematico e digitale crescono a dismisura le nuove infezioni “rasomware”, molti purtroppo ne hanno avuto a che fare ma per chi è ancora ignaro sul termine si tratta di un malware molto pericoloso che agisce anche in rete aggredendo tutte le macchine collegate nella Lan, si tratta di un virus che rende totalmente inaccessibili i file dei computer o server e i criminali informatici chiedono il pagamento di un riscatto per ripristinarli.

Questi tipi di infezioni sono diventate ancora più aggressive andando ad intaccare qualunque estensione di file, in passato molte aziende anche importanti sono state messe in ginocchio da tale minaccia subendo dei danni incalcolabili.

Attenzione sempre quindi alle mail sospette, link a banner sospetti su siti sconosciuti, ma come proteggersi da tali minacce?

Regola numero 1 affidarsi ad un professionista del settore, poi se possibile un firewall a monte della rete con l’inibizione verso link e siti malware o sconosciuti, ci sono buone soluzioni ma chi non può permettersi un firewall è d’obbligo un antivirus a pagamento fra quelli nel mercato sono tutti molto buoni, parlo dei più blasonati Kaspersky, Norton, Nod32, Malwarebytes, soluzione che d’altronde è anche legge per quanto riguarda il GDPR (privacy e protezione dei dati)

Per chi si sente al sicuro invece per chi possiede Mac/Apple purtroppo non è cosi, seppure con un rischio minore, queste infezioni stanno circolando anche per il sistema della mela ed è consigliato un Malwarebytes versione macos, capace di interrompere il processo di criptazione dati ed eliminare il virus.

Per mie ultimissime esperienze, anche i file di backup non sono al sicuro, se le unità di disco sono collegate durante il processo di infezione vengono attaccate anche esse che siano usb o di rete (file server, nas, dischi di rete), rendendo impossibile anche il ripristino, sono al sicuro solamente le unità usb ad esempio disconnesse appena terminato il processo di salvataggio e copie sui cloud, le uniche possibilità di salvezza.

Tornando alle soluzioni antivirus, per le piccolissime imprese, liberi professionisti e per chi è diffidente a mettere mani al portafoglio, esiste la soluzione free di avast e fra le soluzioni concorrenti risulta la migliore, permette nel suo piano gratuito una protezione base di dati, email, comportamento di programmi sospetti e soprattutto una buona protezione rasomware (le altre case non lo prevedono) potendo selezionare le cartelle da proteggere da tale infezione.

Pertanto e ricapitolando in breve, l’utilizzo del software antivirus buono risulta fondamentale ma unito a un backup manuale dei file periodico su unità esterna e DISCONNETTERLA alla fine del processo o in alternativa copie speculari su un Cloud.

Di seguito riporto il link del garante privacy per i consigli per difendersi:

https://www.garanteprivacy.it/temi/cybersecurity/ransomware